| Caratteristiche tecniche | |
|---|---|
| Formato | 0,75 L |
| Tipologia | Rosso Frizzante |
| Zona di produzione | Travo |
| Vitigni | Croatina 60%, Barbera 40% |
| Gradazione Alcolica | variabile tra 12,5% e 14% in base all’annata |
| Temperatura di servizio | 12-14°C |
| Abbinamenti | salumi, primi e secondi piatti di carne corposi |
| Anno di vendemmia | 2019 |
L’Emilia IGP Rosso Frizzante “Campo ai Preti” della Tenuta Borri è un vino rosso frizzante prodotto nel territorio dei Colli Piacentini, nella Valle del Trebbia. Viene vinificato a partire da un mix di uve Croatina e Barbera grazie alle quali si ottiene un etichetta dalle note leggermente acidule, ideale per sgrassare i piatti dai sapori più importanti.
Caratteristiche organolettiche
L’Emilia IGP Rosso Frizzante “Campo ai Preti” prodotto dalla Tenuta Borri si presenta di color rosso scuro, quasi tendente al violaceo. Ha un aroma di frutti rossi piacevolmente amarognolo. Al palato risulta acidulo ma al contempo pieno. A completare l’assaggio vi è la spuma effervescente e dalla texture leggera, che per essere percepita al meglio richiede una temperatura di servizio di circa 12-14°C.
Abbinamenti
Nonostante si tratti di un vino abboccato e pieno, l’acidità dell’Emilia IGP Rosso Frizzante ”Campo ai Preti” fa sì che possa essere abbinato alla perfezione con le pietanze dai sapori più “grassi”. Questa sua caratteristica dona una sensazione di pulizia al palato, motivo per cui consigliamo di servire il “Campo dai Preti” insieme a primi e secondi piatti di carne della tradizione padana come pisarei e fasò, agnolotti, risotti, cotechino e cotechino. Da non dimenticare però anche l’accostamento con i salumi, specie quelli tipici piacentini.
Coltivazione e produzione
La Tenuta Borri produce il suo Emilia IGP Rosso Frizzante ”Campo ai Preti” con un mix composto al 60% da Croatina e al 40% da Barbera. L’area di coltivazione delle uve è ristretta al comune di Travo, in Val Trebbia, in località Margherita. Qui i vitigni crescono in un’area posta a circa 400 metri di altitudine sul livello del mare in terreni esposti a sud di origine calcareo marnosa.
La vendemmia viene fatta a mano intorno alla prima settimana di ottobre. I grappoli, una volta pigiadisparati, vengono messi a macerare nel mosto per circa 18 giorni così da ricavare dagli acini tutti i loro aromi. La fermentazione segue invece il metodo naturale e cioè sfrutta solo l’azione dei lieviti indigeni, mentre la vinificazione prevede la permanenza del vino in contenitori di acciaio inox, seguita poi dall’affinamento di 8 mesi.
Per la presa di spuma si utilizza invece la tecnica della rifermentazione naturale in bottiglia, senza che il vino venga prima filtrato o stabilizzato. Non a caso il “Campo dei Preti” presenta dei sedimenti di lieviti e tartrati naturali che si possono trovare anche a 6 mesi dall’imbottigliamento, ossia il periodo dopo il quale il vino viene messo in vendita.











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